Libel Seva – “KAPACITA’ DI NUOVE PROSPETTIVE”

Con fatica, sto prendendo la distanza dai due lunghi ricoveri consecutivi. Fatica perchè la mente vive di abitudini, e questi ricoveri hanno creato una nuova routine di vita, rendendo difficile ritrovare quella del mio normale quotidiano. La mia meditazione mi sostiene, e aiutandomi a non cedere alle paure.

Spesso mi sono chiesta cosa mi abbia aiutato a vivere bene quei lunghi giorni in ospedale, alcuni anche molto problematici, cosa mi abbia dato la forza di essere stata presente a me stessa, con l’obiettivo di risolvere i problemi e di tornare alla mia vita.

La risposta è in una battuta che facevo spesso alle persone che mi venivano a trovare in ospedale: “Ma questo non è un ricovero, è un corso residenziale di yoga!”. In effetti, un corso residenziale vuol dire entrare in un luogo lasciandosene prendere da ritmi, relazioni, contenuti, con un totale focus su sé stessi e sulla propria vita. Alla fine, il ricovero in ospedale per me è stato anche questo!

Una delle kapacità che mi ha permesso di sviluppare il Fattore K è quella di cercare prospettive un po’ “allargate”, andando oltre la semplice descrizione della realtà per tirarne fuori altri significati. Alla fine , sono convinta che quello che conta è come le cose si vivono!

E quindi….. come in un corso residenziale, in questi ricoveri ho diviso la stanza con un’altra persona, con tutti i problemi di convivenza e relazione che ne nascono. Ho avuto un piccolo spazio da curare e organizzare, da creare a mia immagine e somiglianza, tenendo a portata di mano le cose che mi servono.

Ma una volta acquisito che il ricovero è stato un corso, resta da capire chi sono stati i miei maestri! La risposta è facile: i miei familiari e i miei amici! Si, proprio quelli che mi sono stati vicini, che hanno mandato messaggi, che sono venuti a trovarmi, che mi hanno sostenuta, che mi hanno portato cibi buoni, libri, talismani, che mi hanno inviato mantra e spunti di riflessione. Tutti insieme hanno creato, senza rendersene conto, un programma di formazione perfetto, riempiendo i tanti giorni di contenuti e incoraggiamenti.

Osservando i ricoveri nella distanza, posso dire che mi hanno dato tanto, e forse non mi hanno tolto nulla. Anche al punto di farmi sentire come se l’ospedale fosse un’ashram!

UNA NOTA KOMICA – in perfetta linea con Fattore Kappa.
Mentre preparavo il trolley per il primo ricovero, il mio smartphone ha esalato l’ultimo respiro. Ho dovuto prendere al volo un telefono col vetro rotto, il sistema operativo da facoltà di archeologia, e la ricarica da pagare in sesterzi. Un oggetto che consentiva solo telefonate ed sms…

In una notte di insonnia, mi vengono delle belle idee per il blog e avrei voluto appuntarle. Dove, nel buio? Mi viene l’idea di scrivere sms! Inizio a buttare giù frasi e comporre sfilze di numeri a casaccio affinché i messaggi restino in memoria.

Dopo aver inviato una decina di sms, con mia sorpresa ne arriva uno di risposta : “Ma ti pare? Lascia stare la quattro formaggi coi wurstel, meglio una focaccia al crudo che almeno poi dormi e lasci dormire!”

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