Libel Seva “DOPO LA SOFFERENZA, LE LUCI DI UNA NUOVA ALBA”

Dicembre 1995, sono in Nepal per il trekking dei miei sogni. Un giro di 10 giorni nella valle del Langtan, Himalaya ai confini col Tibet, con villaggi raggiungibili solo a piedi e con l’attraversamento del passo Laurebina a 4.600 m. Tanti i km da camminare ogni giorno, il ritmo è sostenuto, non aiuta il cibo locale, talmente diverso dal nostro che il corpo quasi sembra non usarlo per sostentarsi, lasciando dominare la fatica.

Il quinto giorno, poco dopo una partenza alle luci dell’alba, ricordo di essermi fermata e voltata indietro. Ho visto il cielo striato di rosa e, come per incanto, ho riconosciuto, lontanissimo, il nostro punto di partenza, un villaggio accanto a un lago, inserito in un paesaggio mozzafiato. Per combinazione, avevo scelto di voltarmi in un punto in cui vedevo tutto il percorso fatto fino a quel momento. E’ stato bellissimo, mi ha incoraggiatata ad andare avanti, a continuare quel percorso.

Quasi 25 anni dopo, questo piccolo episodio mi è tornato in mente. In realtà ero a letto e senza alcuna velleità di escursioni in montagna. Aprendo gli occhi, ho visto il cielo striato di rosa all’alba, e la memoria ci mette poco a recuperare ricordi di immagini simili.

La sorpresa è stata recuperare anche tutte le sensazioni di quel momento vissuto in Nepal.

Ho immaginato di voltarmi e guardare indietro, e ho visto tutte le grandi difficoltà degli ultimi due mesi. Ma, finalmente, le ho viste distanti da me e dalla mia vita. Ho visto il percorso fatto dalla diagnosi del GIST, i due lunghi ricoveri, i problemi dati dagli effetti collaterali del farmaco, i momenti di crisi, di buio, di incertezza.

Sicuramente una salita ben più impervia di quella che affrontai in Himalaya!

Vedere nella distanza il percorso fatto mi ha dato gioia e stabilità… mi ha suggerito il senso di costruire una vita nuova, di non essere prigioniera di un momento brutto, perchè adesso lo vedevo in lontananza. Spesso le situazioni difficili diventano il metro con cui misuriamo la vita, se non il futuro.

La malattia ne offre tante di situazioni non belle. Volgere lo sguardo al futuro, a un futuro diverso, diventa difficile, si è bloccati dalla paura e dallo stress di quella esperienza pesante che sembra essere l’unica via possibile.

Ma guarire vuol dire andare avanti, non rimurginare su un brutto passato. Neanche pensare di rivivederlo, una sorta di “al lupo al lupo”. Non ho garanzia che non ci saranno altri momenti difficili ma so che quei momenti che adesso vedo lontani non ci saranno più.

Sempre con quel cielo striato di rosa davanti, mi sono alzata, l’ho fotografato, e ho sorriso guardando avanti, aspettando che il sole sorgesse. Portando con me un senso di futuro da costruire… perchè non c’è K che tenga, il futuro lo sentiamo prima di tutto dentro.

1 pensiero su “Libel Seva “DOPO LA SOFFERENZA, LE LUCI DI UNA NUOVA ALBA”

  1. È bellissimo quando esperienze di tantissimo tempo fa tornano a darti una mano nelle difficoltà. E tu hai la capacità di accoglierle. Articolo di una forza straordinaria!

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