Vally “ IN EQUILIBRIO SUL FUOCO”

“La vita è una danza sul cratere di un vulcano: erutterà, ma non sappiamo quando”. (Yukio Mishima)

Stamattina il mio primo pensiero appena aperti gli occhi è stato: “oggi arrivano le risposte degli esami del day hospital”.

L’ icona dell’ allegato mi evoca da sempre suspense, anche prima che il Fattore Kappa diventasse l’ app con cui leggere il mio stato di salute. Per l’ansia sbaglio la password di accesso ai referti almeno un paio di volte, ma finalmente riesco a scorrere il pdf alla ricerca dei famigerati numeri in neretto o dei temibili asterischi… e invece niente, non ci sono… Evviva la monotonia tipografica!

“ Uno a zero, tieeeé!!” urla l’ ultras che è in me, quasi infartando i quattro kg (scarsi) di volpina che placidamente stava ronfando sulle mie ginocchia.

Sono abile ed arruolata per un altro semestre! L’ idea mi euforizza nemmeno avessi assunto una palata di magiche polverine amarognole (a me eticamente invise).

“vabbè, vediamo cosa si dice nel mondo” mi dico contenta a voce alta, mentre archivio le analisi ed apro la pagina delle news on line.

Il monitor del mio pc mi manda le immagini dell’ Etna che minaccia Catania, e la pirotecnica euforia si sgonfia alla velocità di una camera d’aria su un chiodo.

Chi l’ ha respirata almeno una volta, sa che luogo incredibile sia questa città. Ne ho un ricordo molto intenso, perchè non è facile trovare un posto in cui i quattro elementi si congiungano così in armonia, quasi a non poter vivere l’ uno senza gli altri


In questo, Catania ed io ci assomigliamo molto: siamo come un un impavido funambolo che passeggia sul suo filo sopra un fiume incandescente, capace di divorarlo al primo passo falso.

Guardo le immagini degli oliveti che scompaiono poco a poco sotto la lava del vulcano, simbolo di una forza naturale capace di riprendersi ciò che l’uomo le aveva preso in prestito senza chiedere il permesso .

A ben pensarci il magma è l’ alter ego ad “alta temperatura” delle mie cellule impazzite. Accumunate da una logica democraticamente distruttiva, hanno la stessa violenza, velocità e forza. Stesso obiettivo: annientare vite e certezze, differenze e sogni.

Nel video continuano a scorrere le immagini di una donna che dice di aver perso tutto: mi viene un nodo alla gola.   So cosa vuol dire sentirsi derubati delle proprie piccole sicurezze e che sofferenza enorme sia sentirsi in balìa della vita.

Ma soffrire non può essere per sempre, e come quella donna che ha già una vanga in mano ancora con le lacrime agli occhi, altrettanto ho fatto io: mi sono fatta coraggio.

Ho iniziato a dissodare la terra della mia anima soffocata da uno stato di dolorosa cenere che la ricopriva. Con pazienza ed umiltà ho chiesto aiuto, talvolta alle persone sbagliate, finendo più malconcia di prima. Ho imparato ad avere pietà di me stessa, a dire ” non ce la faccio” senza sentirmi un mostro davanti alle mie debolezze: ma non per questo ho rinunciato a seminare nuovi obbiettivi e priorità.

Ho atteso, sperato. E quella che sembrava dura terra, pian piano mi ha dato nuovi frutti, che hanno lo speciale sapore della conquista insperata.

Come Catania, anche io ho il mio vulcano, quindi. Lui è sempre lì, minaccioso, ma per ora ha deciso di lasciarmi vivere abbastanza tranquilla.

Persa in queste riflessioni quasi non mi accorgo degli uggiolii della mia candida volpina,  sintonizzata telepaticamente sui miei pensieri così alterni. Il suo sguardo pieno d’ amore e due leccatine sul naso mi riportano dolcemente alla realtà.

La guardo e mi dico che vorrei imparare dalla sua innata capacità ad essere nel momento senza angosciarmi con le ombre del futuro.

In fin dei conti, l’arte di vivere consiste (anche) in questo!

Dedicato a chi ogni giorno attraversa un fiume di fuoco nella speranza di non scottarsi ( catanesi in testa).

(continua)

2 pensieri su “Vally “ IN EQUILIBRIO SUL FUOCO”

  1. Grazie grazie!
    Ti scrivo proprio da Catania, il pensiero va a quelle persone che su su per il vulcano stanno perdendo pian piano la loro terra, igoiata dalla lava. Qui in cittá e in gran parte del vulcano, a dire il vero, sono più le foto spettacolari che le preoccupazioni. Chi ha interessi in cima o chi principalmente ha patito il terremoto di Natale, a loro va la mia (e sicuramente la tua) solidarietá. A te, forzuta, complimenti per questi altri 6 mesi di serenitá. Diventeranno pian piano 6 anni, poi 60, poi 120…beh no 120 no dai! 😛

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