Vally “IO NON HO PAURA”

Anche senza le orecchie a punta ed l’orribile frangettina nera certe volte credo di esser la figlia illegittima del vulcaniano dottor Spock: ho il guizzo spirituale di un totano fossile .

Pur avendo fatto per lunghi anni l’ aerosol di incenso votivo, la terapia non ha impedito di starnutire via il concetto di pentimento e resurrezione. L’ area cerebrale del pensiero logico razionale ha silenziato ben presto quella deputata a genuflessioni e contrizioni, rendendomi un’ incapace … biblica, per l’ appunto.

Invidio chi possieda il dono di credere in un Signor Celeste senza avergli stretto la mano almeno una volta. Magari le mie cazz***e nell’aldiqua potessero esser condonate pentendomi veramente ai calci di rigore! Tirare un gol nella porta del Purgatorio sarebbe bello, ma dovrei smettere di pensare che la morte è solo vita cambiata di segno.

Il mio sguardo non vede orizzonti ultraterreni, ma solo terra battuta. Forse sono la reincarnazione del vomero di un aratro: sto nel solco della razionalità e di là è difficile farmi uscire.

Per ora il melanoma mi fa affrontare la vita come un contratto a rinnovo semestrale. Mi sono detta – immediatamente dopo la diagnosi- che in questa storia di miracoloso c’ è stata solo la botta di culo di essermi fermata un millimetro prima del burrone.

Una mia cara amica sostiene che il mio modo di vivere senza scappatoie sia la spia di una spiritualità rigorosa e poco ostentata. Mi arrenderei all’ evidenza che il Divino Essere esista solo se non minasse la mia vulcaninana serenità nell’ approcciare le botte della vita, morte compresa!

Non ho paura della mia fine, nemmeno un po’: in questo sono agevolata dall’assenza di prole, che mi svincola ulteriormente dall’obbligo di “sopravvivenza coatta ”. Non penso che la morte sia privazione della vita, ma solo una logica prosecuzione: devo semplicemente scendere al capolinea cui sono salita anni prima. Rimanere su questo autobus in eterno sarebbe per me una cosa inaccettabile ( tranne che nel traffico romano, ma questa è un’ altra storia da raccontarsi un’ altra volta).

Ho partecipato a troppi funerali, ed irrimediabilmente parlando del caro estinto usciva la frase raccapricciante ” ma aveva figli e marito? Ah, no? Ah, allora vabbè…almeno quello”.

Almeno quello…che !?

Fermate questo mondo, che davvero voglio scendere alla prossima!

Per mia dipartita vorrei evitare di mandare in onda la commedia dal titolo “Era tanto in gamba e così simpatica.” Risparmiate alberi e flora e, se potete, evitate selfie con #arrivederciallaprossima #graziedeifior. Versate, se proprio desiderate, solo una lacrima. Uscite di casa e fatevi immediatamente un super regalo in mio nome, così da ricordarmi non per queste righe ma per qualcosa di più bello ed utile.

(Che qualcuno dei quasi ventimila lettori del blog si appunti le mie volontà, eh! O avrò un gran da fare coi vostri piedi).

Non temere la morte non vuol dire però infischiarsene della sofferenza che la precede. Anzi: quella mi spaventa davvero. So bene come voglio (non) finire. Non trovo nella fede la finalità della sofferenza nè lo scudo contro la paura di morire. Detto fra noi, se non voglio rimanere qui a tutti i costi, figuriamoci se mi fa paura l’idea di non ritornare, una volta andata!

La sopravvivenza agonica, letta negli occhi dei tanti malati terminali incontrati in anni di ospedale, mi ha convinto che l’ accanimento è terapeutico solo per chi non è pronto al distacco.

Per cui oggi ho preso la decisione di fare la pre iscrizione on line ad una “confraternita della buona morte” sita in Svizzera, dal nome latineggiante: non sia mai un calo di cultura, soprattutto quando si tratta di suicidio assistito.

Clicco su un centinaio di ok, compilo moduli su moduli, scannerizzo documenti, inserisco il numero della carta di credito, infine scelgo User id e Password… e voilà: ho il biglietto “open” per questo volo in cui mi prenderò il lusso di ignorare dove sono le uscite di sicurezza.

Desidero uscire di scena con la battuta che voglio.

Magari comica, così ci facciamo una risata…

…Da morire!!

( continua, senza User Id e Password, almeno per ora).

1 pensiero su “Vally “IO NON HO PAURA”

  1. è urlato questo pezzo, ci sono grida strazianti di dolore dietro la necessità di trovare un modo razionale di affrontare la fine…
    Un abbraccio

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