Vally “VOLO SENZA ALI”

 

I miei vent’anni sono stati dorati, certi di un futuro che mi avrebbe portato l’amore di un uomo, una splendida famiglia e una vita piacevolmente  agiata, spesa principalmente negli affetti e poi in tutto il resto.

I vent’anni della mia amica A. sono stati altrettanto, con in più l’ optional de luxe di una Fede incrollabile -vibrata- prima che dimostrata.

L’ aria simpatica che in giovinezza la caratterizzava era la chiave magica con cui ammorbidiva le persone; aver subito troppo l’ altrui giudizio ha reso  la ragazza di allora una donna molto attenta a  non ferire gli altri con le parole.

A distanza di anni lei è diventata  una mamma pluridecorata al valor filiale e moglie del primo ed unico fidanzato di sempre, mentre io sposavo il lavoro. Anche madre natura sembrava preservarla dall’insulto del tempo, rendendola via via sempre più intensa, fino al fiore massimo di oggi.

Saperla bella e lieta mi rincuorava malinconicamente, mentre io affrontavo battaglie tremende. Non ha assistito a tutte le mie cadute e successive obbligate resurrezioni: avrebbe sgranato gli occhi senza giudicarmi, sebbene tanto lontana dalla giungla in cui ero leonessa solo per non fare la fine dell’ antilope .

La Fede l’ha ricostruita dopo ogni crollo, sempre più forte. Quel Dio invece  io non l’ ho mai saputo abbracciare, meno che mai ci riesco oggi.

Davanti al suo corpo freddo, in questa fredda chiesa, col cuore in inverno, mi sento t, sentendomi sempre più sola tra migliaia di esseri soli, che non sapranno mai niente delle sue risate per gli scherzi fraterni e dei pianti per i colpi bassi degli invidiosi di turno. Saperla spenta come la mia speranza di poterla riabbracciare, mi riempie di rabbia e sofferenza.

La malattia mi aveva già insegnato che l’ esistenza è un volo senza ali imprevedibile in ogni suo aspetto. Lei ha chiuso gli occhi senza avvisare nessuno, così, di botto. E io che respiro la morte in ogni giorno mi sento vittima di uno scherzo gratuito di pessimo gusto .

Spero solo che il suo Dio, una volta che l’avrà davanti, sia in grado di spiegarle il perché di questo assurdo destino.

Saper accettare  un tramonto così brusco dopo un’ alba appena iniziata è una prova al di sopra delle mie limitate umane possibilità. Non ci riesco.

Non oggi.

Dedicato ad  A, che la vita ci ha illuso di poter tenere solo e sempre con noi.

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