Libel Seva “VIVERE, NON SOLO SOPRAVVIVERE AL K”

La differenza tra vivere e sopravvivere diventa ancora pi√Ļ grande se di mezzo c’√® il Fattore K.¬†Per uscire da una malattia che ti toglie il futuro, niente √® meglio di puntare dritto al futuro e fare progetti.

“Vivere e Sopravvivere” sono due strade diverse.
Ho sempre avuto ben chiara questa differenza, anche per il mio lavoro di insegnante di yoga e di counsellor trainer.
Vivere √® ascoltare s√© e la propria voce interiore, √® seguire i sogni, con il piede nel presente e l’occhio al futuro. Sopravvivere¬†√® tenere l’occhio al passato,¬†restando attaccati alle vecchie abitudini, con poca fiducia in s√© stessi e tanti rimpianti. E’ subire gli eventi passivamente.

Sopravvivere al Fattore K non mi basta.
Con la diagnosi, vivere e sopravvivere hanno preso una sfumatura diversa. Vivere è diventato sradicare la malattia dalla mia vita e guarire. Sopravvivere è diventato lottare per restare in vita. Nella migliore delle ipotesi, sopravvivere avrebbe potuto significare seguire il ritmo di TAC, analisi, visite, controlli.
No, non è la vita che avrei voluto, e mi ha lasciata impietrita non tanto la diagnosi, quanto la sensazione di un futuro da sopravvissuta. Qualsiasi  fossero le condizioni, volevo puntare a vivere, avere i miei pezzetti di vita e metterli insieme come volevo io.

Viva la scelta di vivere.
So che ci è voluto del tempo per decidere di usare la malattia per migliorare la mia vita, nonostante quello che potrebbe succedermi.  Ho capito che per uscire da una malattia che ti toglie il futuro, occorre puntare dritto al futuro e decidere di crearlo a misura. Ridimensionando e ridisegnando progetti, ma tenendoli stretti.

Progettare è vivere.
Il punto di volta è stato quando mio marito mi ha proposto di  dedicarmi a un progetto da tempo accantonato: usare scarpe da corsa minimaliste, leggere e prive di struttura, che danno la sensazione di essere a piedi nudi.  Con la malattia avrei potuto solo camminare e sarebbe stato  il momento ideale per iniziare ad adattarmi alla nuova tecnica di corsa.
Per me non era una piccola cosa: sono una “scalzista” incallita e mi sono ritrovata con i piedi cos√¨ sporchi¬† da doverli lavare con la candeggina. Vivo in infradito estive, stivaloni larghissimi invernali e ho sempre detestato la struttura solida delle scarpe da corsa. L’idea che proprio il Fattore K mi aiutasse a realizzare questo progetto mi piaceva parecchio!

Ritorno alla vita.
Mi sono ritrovata in un negozio e ho osservato la scena come fossi in un film: altri runner che provavano scarpe, mio marito che provava le sue, e¬† il commesso che mi aiutava a scegliere le mie nuove scarpe con le dita. Non¬†c‚Äôera pi√Ļ tristezza in me, c’era la mia amata corsa, il mio mondo.
Mi rendo conto che mio marito aveva voluto¬†togliermi da un’attenzione continua¬†al Fattore K e rimettermi in strada.¬†Voleva che mi rimettessi a vivere, non a sopravvivere.¬†Ho raccontato la mia esperienza, legata alla corsa, ma credo che questo possa valere per ogni altra passione e ogni altro ambito. Ognuno ha il suo modo di vedere e il suo futuro. E¬† ognuno ha diritto di avere progetti.

Allora Mr Kappa, visto che sei qui, io ti metto a frutto. Non so dove mi porterai, ma decido io che scarpe indossare in questo viaggio.

PS .. e pubblicare questo post il giorno del compleanno di mio marito è il mio modo di ringraziarlo. Buona strada insieme!

4 pensieri su “Libel Seva “VIVERE, NON SOLO SOPRAVVIVERE AL K”

  1. si , si , si e ancora si ! investire nel futuro , progettarlo e andare avanti mettendoci tutte le tue energie‚Ķ‚Ķ..ma quelle positive per√≤, perch√© quelle negative sono legate a mister k e non ti portano da nessuna parte, ti tengono ancorata a lui e ti fanno “sopravvivere” che √® riduttivo ‚Ķ..mi viene in mente la risposta che tanti , troppi ti danno alla domanda ‚Ķ..come stai‚Ķ‚Ķ..mah ,tiro avanti‚Ķ..bruttissima risposta ‚Ķ‚Ķ.brava Susanna, un abbraccio br

  2. I absolutely loved this post – as the wife of a cancer thriver I too struggle with the desire to live rather than survive. Good luck with your project Sue – we all need dragonfly dreams!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *