Vally “CICATRICE DELL’ ANIMA”

Passano le settimane ed è ora di staccare il mega cerottone che copre il rattoppo dell’ intervento. Per la verità ho già sbirciato al di sotto, come un giocatore di poker fa con le carte appena servite, ma manca il colpo d’ occhio generale.

Oggi è il gran giorno. Nel pomeriggio avrò la rimozione dei ventisei punti. Tanto vale vedere.

Sono davanti allo specchio. Chiudo gli occhi, sono pronta ( forse).

Uno… due… tre… via!!

Lo strappo simil ceretta mi tramortisce come il flash  di un autovelox preso  a centottanta in tangenziale.

Incorniciata dall’orma rossastra del cerotto, vedo per la prima volta una nuova parte di me.

Sono uno stomaco forte, ma vi assicuro che a prima vista mi è venuto da vomitare. La prima impressione? Hanno cucito con del filo azzurro su  una carnagione bianca!! E che facciamo, la Lazio? Io tifo Roma! Ventisei punti biancazzurri ricamati addosso, nemmeno fosse la classifica di campionato!!

Affronto ( esteticocalcistico ) insostenibile.

Guardo questo orribile rattoppo sotto la mia clavicola, cercando di abituarmi all’ idea che mi accompagnerà per il resto della vita. Per quel che rimane, almeno.

“  Vally, ama la tua cicatrice, perchè è la firma della  tua vittoria”.

questa frase pseudofilosofica  mi riecheggia dentro, sorprendendomi per averla partorita.

“Ma vaff****o va!!.”  Non tardo ad aggiungere. Ora  sì che mi riconosco!!

Non mi preoccupa l’aspetto estetico: in tutti questi anni ho praticato il credo opposto all’apparire, fino a diventare una donna asciutta, volutamente oltre i limiti dell’ essenziale.

Questo fiume rosso paonazzo che costeggia il profilo della mia clavicola mi terrorizza senza mezze misure. Anche quando non ci saranno più i punti di sutura laziali!

Quella cicatrice è IL  segno.

E’ LA prova.

E’.

Per quanto possa farmi forza in questo momento, le lacrime ben  presto sfocano l’ immagine che lo specchio riflette senza fare sconti.

Fa proprio schifo, e come si dice a Roma “nun se pò vède manco co’ ‘ll’ occhi chiusi”.

Mi rivesto e ricopro il tutto con un nuovo cerottone; fra qualche ora sarò a cospetto del “Meglio Bisturi d’Italia” e del serissimo dermatologo, cui devo, semplicemente, tutti i giorni del mio futuro.

“Oh bene, vediamo come sta la ferita” fa il meglio Bisturi d’ Italia, professional-figo-shampato come al solito. Istintivamente arriccio il naso come un babbuino:la mia espressione da zoosafari non passa inosservata.

“Vally, non si preoccupi. Fra qualche tempo, se la cicatrice non dovesse piacerle..beh  cercheremo una soluzione.”

“Eh no, Prof..” lo stoppo in contropiede. “ Io devo ricordare, non devo dimenticare”.

Non ho aggiunto altro,  perché anche una virgola in più avrebbe rotto la diga al fiume di disperazione  che avevo costruito in un paio d’ ore.

Lei è lì, da allora. Mutevole come sono le mie giornate.

Ma al mio vivere  ha insegnato molto, senza bisogno di parlare.

Non sono mai stata così contenta di una bella giornata di sole.

Non ho mai pianto come in questo periodo.

Non mi sono mai così tanto sentita viva.

Non mi sono mai sentita così perduta.

Finalmente vedo i problemi di tutti i giorni per quello che sono.

Do tempo.

Mi prendo spazio.

E, stranamente, il mondo va avanti lo stesso..

Finalmente, attrice del mio tempo. Anzi, pardon cicATTRICE del mio futuro.

(continua)

2 pensieri su “Vally “CICATRICE DELL’ ANIMA”

  1. Ciao Susanna, sai ho un collega ca cui hanno diagnosticato un tumore ad un polmone. Ogni tanto chiede a noi colleghi di accompagnarlo al San Camillo, dove gli stanno facendo l’immunoterapia. Ha avuto un colloquio con lo psicologo e gli ha consigliato di scrivere su blog! Gli ho fatto vedere come vivi tu il tuo vally. Hai altri consigli? Se dovesse chiederti l’amicizia, di chiama Dante Cristina è su Facebook anche lui.
    Ciao bella

    1. Ciao Massimo, ci parlo volentieri!! Intanto può anche debuttare con la sua storia sul nostro blog, c’è la sezione Le vostre storie! Digli di chiedermi l’amicizia!

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